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Libri | Diego Maggio: "Conosci tu il paese dove"
12 agosto 2019
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Di Iria Cogliani

Un racconto breve che sottintende pagina dopo pagina tanto di più, un libro in cui le parole si leggono sentendole parlate, l’italiano come il francese come il siciliano pantesco, tutti assieme a comporre, e soprattutto a contenere, una lingua così spessa e carnosa da avere gusto e retrogusto.

Circolo AgatirsoSul particolarissimo “Conosci tu il paese dove” scritto da Diego Maggio e illustrato dalle fotografie di Paolo Codeluppi, in rete si trova un’accentuata sottolineatura del suo valore di “atlante” dell’isola di Pantelleria, rivelazione trasparente dell’amore per questo “fazzoletto vulcanico” gettato nel Mediterraneo e per le sue culture e colture, così specifiche da diventare “patrimonio dell’Umanità”, e dunque universali. La lettura consigliata è quella di chi voglia farsi coinvolgere in sensi e intelletto da questo “enosistema” per ritrovarvi figure e coreografie che appartengono alla memoria personale, ovunque sia nato e viva il lettore. E – last but not least – si rileva l’intreccio inestricabile tra viti e vite, una “civiltà”, ricorda Maggio che ne è il difensore ufficiale, forma particolare con cui si manifesta “l’esistenza materiale, sociale e spirituale” di questo popolo.

Ed è tutto vero. È davvero questo, il libro. Ma non è solo questo.

“Conosci tu il paese dove” è anche illuminato da una conclusione aperta, sia dal punto di vista della trama sia dal punto di vista della morale: il protagonista emigrato in Francia torna a Pantelleria per un compleanno, sogna che la moglie francese lo raggiunga, piange lacrime ognuna diversa dall’altra e non si sa cosa accadrà in seguito, se davvero sarà per lui possibile restare sull’isola e a quali condizioni, lungo quali traiettorie, vivendo quali avventure.

Per altro verso, si tratta quasi di una raccolta di racconti, nonostante il plot unificante, grazie alla categorica divisione in capitoli ciascuno compiuto in sè, con un ritmo e una poesia immediatamente riconoscibili, ciascuno con un proprio titolo, un “cancello” che si può aprire o lasciare chiuso a propria scelta.

Soprattutto, però, lo si può interpretare come un primo capitolo di una saga: palpitano, sotto il definitivo rifiuto di retorica e folklore, un insieme di storie e personaggi che premono per vivere sulla pagina. C’è un sequel che lo attende e di cui l’autore è forse inconsapevole.

A Diego Maggio hanno chiesto se avesse o meno in mente di scrivere un secondo racconto su Pantelleria. Lui ha risposto in maniera enigmatica: “Attribuisco già ai diversi altrove che vedranno contestualizzati i miei successivi racconti, la continuità di un desiderio dell’anima che, a partire da Pantelleria, si tradurrà nel descrivere la vita che scorre nei mille paesi di questo nostro unico Paese”, come a dire che ovunque ambientasse le proprie parole, là ci sarebbe comunque “il paradigma della mediterraneità vissuta”.

Io credo che Maggio dovrebbe farlo, un secondo libro dedicato a Pantelleria, e che dovrebbe farlo concedendogli l’ampiezza del romanzo così da poter pienamente seguire il flusso ondoso delle trame e per continuare a rivelare dell’andare e restare, dell’esistere e del vivere l’indistricabile connubio da vitigno forte e indomabile. Un romanzo che, come la valigia da emigrante del protagonista di “Conosci tu il paese dove”, si riveli “gonfio e odoroso” non troppo, ma – appunto – quanto basta.

“Conosci tu il paese dove” sarà presentato il 29 agosto al Circolo Agatirso di Naso (territorio della città metropolitana di Messina) a partire dalle ore 18:30 in un incontro con l’autore Diego Maggio che sarà introdotto dai saluti  istituzionali del presidente del Circolo Agatirso Ignazio Milio e del sindaco di Naso Daniele Letizia.

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