Danza Recensioni
Luciano Cannito -Carmen
20 novembre 2016
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Escalation di intensità con il potente assolo del credibilissimo Amilca Moret Gonzales e la bellissima complicità che si instaura con Rossella Brescia

È sabato 19 novembre e al Palacultura Antonello da Messina. In scena per la stagione concertistica di Accademia Filarmonica di Messina e Associazione Musicale “V. Bellini”, Luciano Cannito presenta il balletto in due atti “Carmen” che vede Rossella Brescia come prima interprete.

Brescia, diplomata con il massimo dei voti all’Accademia nazionale di Danza di Roma, alterna la sua carriera televisiva a quella di attrice di fiction e di interprete di balletto in prestigiose Fondazioni Lirico Sinfoniche italiane.

Con lei sul palco Amilca Moret Gonzales (Don José), diplomato della National Ballet School of Cuba, Marco Lo Presti (Escamillo) e la compagnia D. C. E. Danza Italia.

Il balletto ha debuttato al teatro Sistina di Roma nel 2009, è stato poi rielaborato e riallestito.

Undici ballerini sul palco, che a tratti, durante il secondo atto, sembrano molti di più grazie alla loro potente energia che il pubblico, non numeroso quanto lo spettacolo meriterebbe, percepisce distintamente, assieme allo spirito di squadra e al dinamico coordinamento dei corpi che letteralmente coccola lo sguardo.

Il regista ha voluto trasportare la forte e decisa figura di Carmen ai giorni nostri, facendone una profuga sbarcata a Lampedusa. Lei e gli altri immigrati sono sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine, comandate dal carabiniere Don José. L’amore travolge la bella Carmen e il severo Don José, ma la routine della coppia fa male a Carmen, donna alla ricerca della propria indipendenza. A passione ormai spenta, Carmen lascia Don Josè e si toglie le scarpette rosse che lui le ha regalato per concedersi a Escamillo e tornare a sentire la terra a piedi nudi.

Il secondo atto si apre con un assolo di Don José e una rosa rossa, simbolo della passione fra lui e la travolgente Carmen. Pazzo di gelosia, non sopportando di vedere la sua donna fra le braccia di Escamillo, Don Josè si ritrova solo contro tutti e quando sembra che i profughi stiano per avere la meglio, pronuncia l’unica battuta recitata di tutto il balletto, chiama urlando la sua amata, e subito dopo le spara al petto.

Carmen muore, finalmente è libera, e se anche una scena del primo atto ci fa percepire che Carmen sa già che dovrà morire, il finale ideato da Cannito riesce comunque a rendere la morte un colpo di teatro.

Con un primo atto poco energico e molto tecnico, e un secondo atto molto più dinamico, teatrale e cinematografico allo stesso tempo, lo spettacolo ha una escalation di intensità con il potente assolo del credibilissimo Amilca Moret Gonzales e la bellissima complicità che si instaura con Rossella Brescia. Lo spettacolo insomma avrebbe potuto chiamarsi “Don José”.

Se questa è la Carmen in chiave Cannito, delude un po’ il tappeto musicale, in qualche modo la musica rimane poco protagonista, sia per il volume basso che non ha consentito di apprezzarla appieno, sia per la poca innovazione rispetto alla voglia di modernità inserita nel plot.

La tematica è stata studiata e rappresentata in maniera originale, nonostante sia una tematica, quella dell’immigrazione, ormai molto, forse troppo, trattata.

Piene di espressività invece le luci che spesso rendono le pose di Carmen un quadro, attraente e immenso. Grazie all’impianto luci (Futura Service) non si è avvertita la totale mancanza di scenografia, presenti sul palco solo una sedia e un tavolo.

L’intensità di Rossella Brescia e Amilca Moret Gonzales ha conquistato il pubblico messinese che ha applaudito con vigore.

Alessandra Borgosano

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