Recensioni Teatro
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro | Miseria e nobiltà
9 novembre 2019
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Di Leonardo Mercadante

MESSINA – Centotrentadue anni e non sentirli. “Miseria e Nobiltà” è più di una commedia, è una tradizione. Un testo – scritto da Eduardo Scarpetta – che ha dato vita a innumerevoli adattamenti teatrali e tre cinematografici di cui quello iconico, del 1954, diretto da Mario Mattoli e sceneggiato da Maccari, con Totò che fece talmente sua la maschera di Felice Sciosciammocca da farla esplodere, lasciando evidenti tracce nella cultura pop e anche negli adattamenti teatrali successivi. Ma cosa resta nel 2019 di Felice Sciosciammocca e del suo autore? Abbiamo provato a scoprirlo venerdì 8 novembre, andando al Teatro Vittorio Emanuele, per assistere all’adattamento prodotto dall’Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro, con la regia di Luciano Melchionna, con Lello Arena nei panni di Felice Sciosciammocca; due nomi, Melchionna e Arena, che da soli sono già garanzia di qualità.
Lello Arena in Miseria e Nobiltà - Teatro Vittorio Emanuele - 8 novembre - Leonardo MercadanteIl testo è quello classico: il primo atto si apre con Luisella, Concetta e Pupella che, nella Napoli di fine Ottocento, si lamentano della loro sorte e della fame che le attanaglia, accapigliandosi nella squallida camera in affitto. La scenografia (pensata da Melchionna e ideata da Crea) spiega bene le seguenti parole, apparse sui social: «il palazzo signorile, affrescato e assolato, non starebbe in piedi senza le sue fondamenta buie, umide e scrostate. […] In uno scantinato/discarica […] dove si nascondono istinti e rifiuti […] lottano per la sopravvivenza ‘ratti’ che presto, travestiti da ‘cani o gatti’, sgomiteranno per salire alla luce del sole».
E i personaggi “della miseria” si muovono letteralmente come topi, tra un soppalco e un labirinto di fondamenta e tubature, immersi nella luce tiepida dei lumicini e nel grigiore. Il pubblico apprezza e ride, specie quando in scena arriva Lello Arena, nei panni di uno Sciosciammocca stanco, burbero e sarcastico; pregevole la caratterizzazione di tutti i personaggi, citiamo quella del Marchesino, con il tic alla testa e il sorriso da squalo; abbiamo trovato apprezzabile anche l’evocazione onirica della famosa scena degli spaghetti – che qui piovono dal cielo. Fine primo atto. Cala il sipario.
Se il primo atto convince è nel secondo che la rappresentazione si esprime al massimo del suo potenziale. Grandioso il lavoro scenografico e l’effetto “risucchio” dei drappi grigi, che lasciano spazio a un palazzo nobiliare sontuoso, dominato dai multipli del due, il bianco, la simmetria e i fiori rossi.
Impeccabile la complicità e i tempi tra Semmolone, Peppiniello e Vicienzo – che si prendono un applauso a scena aperta; superba la caratterizzazione di Gemma, nei costumi neri kitch e le movenze femminili caricaturali. Anche il gruppo dei “miserabili” si presenta a casa di Semmolone con abiti appariscenti, cafoni – grande lavoro sui costumi, quello di Milla.
Sopratutto in questo secondo tempo si sente la forza delle scelte registiche, che rendono l’intera farsa piacevole, mai noiosa. Interessante anche l’idea di stravolgere il senso della famosissima battuta di chiusura. Il pubblico apprezza. Finisce così la replica di un adattamento gradevole, portato in scena da una squadra che non ha bisogno di presentazioni e che saprà dare il meglio di sé a ogni replica.
Concludiamo con la lista dei crediti: il già citato Lello Arena; (Felice Sciosciammocca); Giorgia Trasselli (Concetta); Andrea de Goyzueta (Pasquale); Carla Ferraro (Bettina); Maria Bolignano (Luisella); Irene Grasso (Pupella); Raffaele Ausiello (Eugenio, il Marchesino); Marika De Chiara (Gemma); Sara Esposito (Luigino); Alfonso Dolgetta (Vicienzo); Veronica D’Elia (Peppeniello); Luciano Giugliano (Gaetano); Fabio Rossi (Marchese Ottavio Favetti); produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro; scene Roberto Crea; costumi Milla; musiche Stag; ideazione scenica e regia Luciano Melchionna. Lo spettacolo è stato portato al Vittorio Emanuele grazie all’agenzia messinese Euphonya Management.

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