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Libri | Jorge Luis Borges: “Il Manuale di zoologia fantastica”
14 giugno 2019
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Di Leonardo Mercadante

Prima di Newt Scamander e della sua autrice, J.K. Rowling, sono stati in molti a chiedersi: dove trovare gli animali fantastici? Tra questi, Jorge Luis Borges (in collaborazione con Margarita Guerrero), ci ha dato una risposta che può risultare banale solo a chi non la comprende davvero: gli animali fantastici si trovano nella letteratura, nella mitologia, nell’infinito e sempre fertile immaginario – collettivo e individuale – dell’essere umano.

“Il Manuale di zoologia fantastica” (El libro de los seres imajinarios) esce nel 1957 e vede la sua prima edizione italiana nel 1962. Una decina d’anni dopo Borges rielabora e amplia il testo, e poi una terza volta.

È un’opera lontana tanto dalla narrativa quanto dalla saggistica, ed è un po’ entrambe le cose. Come leggerlo? Ce lo spiega Borges stesso nella prefazione: «Come tutte le miscellanee […] non è stato scritto per una lettura consecutiva. Vorremmo che i curiosi lo frequentassero come chi gioca con le forme mutevoli svelate da un caleidoscopio».

Ci sono qui dentro un’ottantina di creature descritte in massimo quattro o cinque pagine, tutte da scoprire. E insieme a Borges scopriamo le analogie tra il Pesce dei Terremoti, un’anguilla lunga settecento miglia che porta il Giappone sul dorso, il Bahamut: «Altri dichiarano che la terra ha il suo fondamento nell’acqua; l’acqua nella montagna; la montagna nella nuca del toro; il toro in un letto di sabbia; la sabbia in Bahamut; Bahamut in un vento soffocante; il vento soffocante in una nebbia. Il fondamento della nebbia s’ignora» e il Midgardsorm dell’”Edda”. E poi il Drago: «Ignoriamo il senso del drago, come ignoriamo il senso dell’universo, ma c’è qualcosa nella sua immaginazione che si accorda con l’immaginazione degli uomini, e così il drago appare in epoche e latitudini diverse».

zoologiaIn ordine alfabetico si avvicendano esseri metafisici, come la statua del filosofo George Berkley, la Chimera, la Manticora, il Grifone, il Garuda e il Centauro: «Lucrezio afferma l’impossibilità del centauro, poiché la specie equina raggiunge la maturità prima di quella umana e, a tre anni, il centauro sarebbe un cavallo adulto e un bambino balbettante. Tale cavallo morirebbe cinquant’anni prima dell’uomo». E poi gli esseri partoriti da Kafka, Poe, C.S. Lewis. E il Minotauro: «un abitante mostruoso adatto ad una casa mostruosa». E l’ABaoAQu nella Torre di Chitor, che vive e si forma solo se qualcuno si avvicina. E il Badlanders, il mostro nel tempo, che si trasforma in molte cose e in molti esseri; la Morte Multicolore, che produce il nulla e brucia qualsiasi cosa gli si avvicini; il Basilisco, che vive e crea il deserto con il suo venefico sguardo; e gli Animali degli Specchi, creature incarcerate dalla magia dell’Imperatore Giallo, condannate a ripetere all’infinito tutti gli atti degli uomini ma che, un giorno, si risveglieranno e invaderanno la terra: «Il primo a svegliarsi sarà il Pesce. Nel fondo dello specchio sorgerà una linea sottile[…], poi verranno svegliandosi le altre forme. Gradualmente, differiranno da noi. Gradualmente, non ci imiteranno. Romperanno le barriere di vetro e di metallo, e questa volta non saranno vinte. Prima dell’invasione, udremo nel fondo degli specchi il rumore delle armi». E l’Ouroboros, il serpente che si morde la coda rappresenta la circonferenza in cui il principio, secondo Eraclito, coincide con la fine.

Borges inoltre ci fa sapere che esistono nell’immaginario umano creature prive di punti di riferimento, come l’Anfesibena, uno dei serpenti immaginari descritti nella “Pharsalia” di Lucano, rappresentata con due teste sprizzanti veleno e priva di coda. Oppure gli Animali Sferici, il cui massimo rappresentante è la Terra stessa, vista da Keplero come un’enorme massa vivente, il cui respiro produce il flusso e riflusso delle maree. E della pantera, Borges ci fa sapere che nel bestiario anglosassone medievale era un animale “dall’alito fragrante” semplicemente perché nessuno sapeva cosa fosse e quindi, interpretando altri testi, erano arrivati a questa conclusione; e che la balena rappresentava il diavolo e il Male, e che conserva questo valore simbolico in “Moby Dick”, scritto dieci secoli dopo.

Scopriamo che l’hidebehind dei taglialegna del Wisconsin e del Minnesota sta sempre dietro a qualcosa; che la Scimmia dell’Inchiostro attende pazientemente che si finisca di scrivere per bere l’inchiostro; che la testa immortale dell’Idra di Lernia, uccisa da Ercole, sta ancora sepolta sotto una grande pietra, “odiando e sognando” quasi Lovecraftianamente.

Altri animali vivono fuori dal tempo, come le tre teste di Cerbero. Altri ancora consentono i viaggi attraverso il tempo, come il Burak, cavalcatura celeste che accompagna il Profeta Maometto nel suo volo presso l’Unico Dio e, nel farlo, rovescia una giara. Al ritorno, da essa non si è ancora versata una sola goccia.

Inoltre impariamo come controllare un Golem: «Sulla fronte si dovrà tatuare la parola Emet, che significa verità. Per distruggere la creatura si cancellerà la lettera iniziale, perché cosi rimane la parola met, che significa morto». E scopriamo lo Zaratàn, un’isola animale che possiede valli e piante verdi, ma è malvagia e astuta, inganna i naviganti e li trascina con sè nelle profondità degli abissi.

E poi ci sarebbe ancora tanto da scrivere, ma forse è meglio iniziare a leggere quest’opera meravigliosa, in cui l’autore argentino ci guida alla scoperta (e riscoperta) di un inestimabile patrimonio di conoscenza dell’umanità: dal “Talmud” a “Le Mille e Una Notte”; dalla Bibbia al “Milione”; dalla “Historia Naturalis” di Plinio il Vecchio a Flaubert, in un percorso trasversale nella fantasia e nel tempo. “Il Manuale di Zoologia Fantastica” si trova sul mercato italiano nelle traduzioni di Franco Lucentini (Einaudi); sotto il titolo di “il libro degli esseri immaginari”, nella traduzione di Fausta Antonucci (Theoria); e con lo stesso titolo in quella di Ilde Carmignani a cura di Tommaso Scarano (Adelphi) che racchiude le tre diverse versioni. È facilmente reperibile sia in formato cartaceo che ebook.

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