Arti visive testimonianze
Collettivo - Peacemakers
17 maggio 2017
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#7_Crime_72ppi
Ho accettato subito di buon grado di prendere parte nel progetto #Peacemakers, organizzato da Bonnie Blue (pseudonimo di Diletta Di Bertolo) in quanto ritengo che i recenti fatti oggetto di denuncia da parte di questa campagna fotografica, ossia la scoperta di campi di sterminio per omosessuali in Cecenia, costituiscano un’offesa gravissima ai diritti ed alla dignità umana. In particolare, la deportazione e la tortura per motivi legati all’orientamento sessuale costituiscono un atto definitivamente osceno e raccapricciante nel III millennio.
Nel progetto, oltre a me è stato coinvolto un altro fotografo di Messina, Ivan Villanti. Mente Ivan ha rappresentato nelle sue immagini la dimensione “intima” della condizione degli omosessuali che si trovano a vivere la condizione di deportazione nei predetti campi, io ho invece rappresentato l’aspetto, per così dire, “esteriore” delle vicende, quello legato proprio ai fatti oggetto di denuncia; ho pensato dunque di rendere in fotografia questi concetti sotto forma di “finto reportage”, tra il verosimile ed il surreale, immaginando e ricostruendo (in uno stile duro e d’ispirazione quasi cinematografica) scene fortemente concettuali ambientate in un immaginario campo di sterminio, in cui si assiste, da un lato, alla contrapposizione violenta tra militari e omosessuali e, dall’altro, alla vittoria finale della pace e dell’amore libero su ogni forma di violenza.
La realizzazione di questo progetto, che ha avuto il suo lancio ufficiale in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, è stata molto impegnativa per tutti i soggetti coinvolti, dagli organizzatori (Diletta Di Bartolo e Francesco Rinaldi), al team fotografico (approfitto per ringraziare in questa sede le mie assistenti Ninetta Napoli ed Emanuela Tortorella), alle truccatrici, fino ai numerosi modelli e modelle che hanno prestato la loro immagine e le loro competenze (danza e recitazione). E’ stato svolto un ottimo ed articolato lavoro d’ensemble che ha portato a divenire realtà un’idea che nasce da esigenze di giustizia sul piano umano, ossia il riconoscimento dell’amore come sentimento che prescinde dalla sessualità del singolo individuo.
Personalmente sono orgoglioso di avere dato il mio contributo in questo urlo collettivo di denuncia, e di aver caricato di senso socialmente orientato le mie fotografie, che spero servano a far riflettere il fruitore sulla propria possibilità di dare un contributo anch’egli affinchè situazioni come quelle che si stanno anche adesso verificando in Cecenia, basate sulla discriminazione e sulla violenza, abbiano fine una volta per tutte.
Stefano Marino

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