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Barcollanti -Quattro amici al bar
14 febbraio 2017
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Messina – “Quattro amici al bar” è un piccolo capolavoro, e raccontarlo non è semplice.
Michele Espro, Mario Sturniolo, Margherita Frisone, Cristina Dainotti sono scoppiettanti, acceleratori di ritmi, quattro amici che, nell’atmosfera di un lounge bar da Blues Brothers, si incontrano per caso, tra uno sketch e l’altro, ed ogni volta in veste diversa. Così come per caso è nata l’idea di mettere insieme l’ensemble dei “Barcollanti” che venerdì sera ha dato prova di talento.

Lo spettacolo, che ha visto la collaborazione della Blallo Band, è un insieme di celebri testi del teatro comico e non, che alterna cabaret e musica dal vivo.

Non si può non parlare di un istrionico Michele Espro, che, nell’uso della mimica e degli azzeccatissimi ritmi comici, cerca disperatamente di scoprire come è fatto un “sarchiapone” o reinveta il monologo di Checov “sui danni del tabacco”, oscillando senza sosta nel sottilissimo confine tra comico e tragico.

Ed è Cristina Dainotti che quel confine lo salta a piacimento, senza difficoltà. È la cameriera nel celebre sketch “Acqua minerale” di Achille Campanile, è irresistibile dietro al bancone insieme a Margherita Frisone; ma va oltre la sua interpretazione di Filumena Marturano, rigorosamente in napoletano, quello di De Filippo, e il suo talento è tutto lì, nei pochissimi secondi di silenzio senza fiato, che precedono un applauso da far crollare il teatro.

Sono tantissimi gli applausi a scena aperta, molti provocati dall’irriverenza senza limiti di Margherita Frisone, che apre lo spettacolo nei panni di una donna delle pulizie e racconta senza risparmiarsi la sua esperienza nel monologo “Ho visto la Madonna” di Pietro De Silva. Già apprezzatissima e celebre Groviera nel musical “Aristojazz”, Margherita Frisone è irresistibile.

E che dire di Mario Sturniolo? É prorompente l’intesa con Michele Espro, nell’atto unico “Pericolosamente” di Eduardo De Filippo, insieme anche a Cristina Dainotti, e intimissima l’interpretazione di “Secondo me la donna” di Giorgio Gaber, nell’atmosfera del bar a luci spente, accompagnato dalla musica, quando sembra che i pensieri della vita trovino il loro posto.

La messinscena è frizzante, non sono ammesse pause: stupisce il talento degli attori di cambiare veste a seconda dello sketch, in un continuo alternarsi di musica e recitazione, che non disturba per niente, e di tenere costantemente scena, accompagnando il pubblico per due ore circa di performance.

E poi c’è la musica. La Blallo Band non ha bisogno di presentazioni, si è qualificata seconda al concorso nazionale Tour Music Fest su oltre ottomila partecipanti. La band suona nel bar, otto sketch, otto canzoni, che fanno letteramente ballare sulle poltrone. La voce di Marìca Calogero e i ritmi blues degli arrangiamenti travolgono la platea come quel fumo che fuoriesce dalla grata che protegge la band.
Jeff Anderson è clarinetto e voce, dirige, anima e guida la band un brano dopo l’altro e interviene insieme a Marìca Calogero, in un appassionato, lungo bacio, nell’omonimo sketch di Campanile. Alle chitarre Roberto Randazzo e Riccardo Ingegneri, anche basso e voce, Andrea Palano alla tastiera e Francesco Cananzi alla batteria, elementi che si mostrano predisposti alla collaborazione teatrale, aspetto che li rende artisti versatili, oltre che eccellenti musicisti.

La band ha eseguito il suo repertorio con brani come “Minnie the Moocher”, il mash-up originale “La Bombazza” , ma degno di nota è particolarmente l’arrangiamento di un classico popolare quale Tammurriata Nera.
La musica non è dunque solo contorno, ma una vera e propria colonna sonora, il ritmo di uno spettacolo che pulsa di ritmi.
Con il celebre “Lonfo”, poesia metasemantica, recitata in collettivo, si chiude lo spettacolo e, diciamola tutta, non poteva essere altro se non standing ovation.

“Quattro amici al bar” non è solo cabaret, è un concentrato di energia curata con mano sapiente dalla regia di Sasà Neri, che ha fortemente voluto questo spettacolo, per dare spazio a un gruppo di talenti, tutti giovanissimi, tutti messinesi. L’aiuto regia è Alessandra Borgosano, i costumi sono di Mimma Matina, Titti Galasso e Giulia Alesci.

Gabriele Casablanca

Foto di Gianpiert (Gianpiero Santoro)

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