Recensioni Teatro
Teatro dei 3 Mestieri | Il Signor Dopodomani
26 gennaio 2020
0

Di Leonardo Mercadante

Messina – Ma alla fine chi è il “Signor Dopodomani”? Ci sono i movimenti ampi e precisi di Stefano Cutrupi; l’accurata e millimetrica regia di Roberto Bonaventura; i giochi di parole del testo, vero e proprio manuale di distruzione, di Domenico Loddo; la colonna sonora nostalgica, tra musicassette e registratore a nastro; il frac di un monologante che si avvicina al pubblico “lentamente, con incedere elegante, trasognato e trasognante”. Il Signor Dopodomani è un po’ tutto questo, certo, ma anche altro.
Il Signor Dopodomani - Teatro dei 3 Mestieri - Leonardo MercadanteIl Signor Dopodomani sei tu. Tu, che hai bisogno degli altri per non sentirti qualcosa di “poco conto”. Tu, con il tuo grumo di ricordi dei Mondiali di Calcio e di telefilm dell’infanzia. Tu, con i traumi che ti hanno lasciato le maestre e le loro mele moltiplicate per zero. Tu e le radici che non sai riconoscere né recuperare, specie quelle quadrate. Tu, che ripensi ai tuoi anni felici e ti crogioli nell’infelicità. Tu, che proprio in virtù di tutto questo sei umano, come tutti quanti. E tutti quanti siamo Quanti; ultimi avamposti dell’esistenza oltre i quali c’è il niente. Il Signor Dopodomani siamo noi che siamo marchiati dalle parole che ci hanno fatto sentire amati e che non torneranno mai più. Noi che ci aggrappiamo a quelle quattro canzoni che ascoltiamo e riascoltiamo per non rimanere in silenzio. E in silenzio il Signor Dopodomani non ci sta nemmeno un secondo. Ci tartassa di parole esatte sull’inesattezza dell’essere vivi. Parole di chi ha cercato ovunque una risposta al proprio dolore, tranne in quella cassetta mai ascoltata fino alla fine. E mentre Trenitalia, dal nastro, si scusa per il disagio, il Signor Dopodomani riflette sulle proprie persecuzioni, sul sud del proprio vivere e tutti i punti cardinali su cui si posa la sua ombra.
Siamo noi, dunque, signore o signora, non importa il sesso, s’ignora. Lo ignora anche Ada, presenza/assenza fondamentale del monologo. Ada, palindromo fedifrago che sceglie di ripudiare un’eternità di tre anni per una donna. Ada, voce cristallizzata in quarantacinque minuti di audiocassetta mai ascoltata fino alla fine. Ada voleva cambiare, il Signor Dopodomani voleva restare uguale. Il Signor Dopodomani aveva il suo mondo, le sue colonne sonore, le sue abitudini, il suo amore, e tutto questo gli bastava a non accorgersi di essere un condannato a vivere. Battiato cantava: “da quando sei andata via, non esisto più” e il Signor Dopodomani lo ha preso alla lettera. In questi casi, replica Bennato: “ti svegli e devi ricominciare da zero”. Ma il Signor Dopodomani riesce a ricominciare solo ad ascoltare quella maledetta musicassetta. Non fa altro da quando lei, Ada, ha infranto la promessa di incontrarsi “dopodomani” per salvare in extremis la loro relazione.
Ma chi di musicassetta ferisce di musicassetta perisce; e allora, in nome del pop italiano, il Signor Dopodomani prepara il suo attacco su registratore a bobina, la sua vendetta analogica, e alla fine fallisce.
Ma che cosa vuole il Signor Dopodomani? Forse solo essere ascoltato: “Ascoltami!” implorava Alberto Lupo a Mina; ma Mina non ascolta, Ada nemmeno. E alla fine noi, pubblico, siamo lì, siamo davanti a lui; siamo lui: reduci del nostro ieri; delle cose imparate a scuola; della vita vera che nessuno ci ha insegnato; dei grovigli dei corpi che abbiamo amato e che non torneranno più.
Il “Signor Dopodomani” merita il successo che ha riscosso in tutta Italia, e forse anche di più, è sicuramente uno spettacolo da vedere, e forse anche da rivedere. Il “Signor Dopodomani” è un monologo di Domenico Loddo; con Stefano Cutrupi; voce di Ada Cristiana Nicolò; regia di Roberto Bonaventura; aiuto Regia Marcantonio Pinizzotto; elementi scenici di Carlo Omodei; costumi di Aurora Melito;foto di scena di Giuseppe Contarini; locandina di Riccardo Bonaventura; produzione Teatro dei 3 Mestieri.

Vedi anche:

Teatro, streaming e altre parole che non dovrebbero far paura

Di Leonardo Mercadante Messina – Ma alla fine ch...

continua

Aldo Rapé | Pinuccio. Storia di un caruso

Di Leonardo Mercadante Messina – Ma alla fine ch...

continua

Tino Caspanello | Bar Stella

Di Leonardo Mercadante Messina – Ma alla fine ch...

continua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *