Recensioni Teatro
Teatro Duse Bologna | Quartet
21 febbraio 2019
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di Leonardo Mercadante

Quartet - Teatro Duse Bologna - Patrick Rossi Gastaldi - Leonardo MercadanteBologna – È sabato 16 febbraio, siamo al Teatro Duse di Bologna e il sipario si apre alle 21. La scena è un salottino di vimini, un terrazzo beige dalle alte inferriate, in una casa di riposo per cantanti lirici e musicisti in pensione. Titta (Cochi Ponzoni) importuna con pesanti avance Ceci (Paola Quattrini) che, ignara ascolta musica dalle cuffie; nel frattempo Rudi (Giuseppe Pambieri) inganna il tempo lanciandosi in cavillosi studi sul significato dell’arte. Quartet è una pièce teatrale in due atti scritta da Ronald Harwood che, in questo adattamento italiano, vede alla regia Patrick Rossi Gastaldi. I toni sono quelli della commedia. Tre vecchie glorie condividono i loro ultimi giorni tentando di riempire il vuoto e la noia. A interrompere questo tragicomico e per niente idilliaco preludio alla morte è l’arrivo di Giulia (Erika Blanc), ex moglie di Rudi e soprano dal divismo dirompente. I quattro sono stati colleghi, hanno inciso un disco insieme e il loro cavallo di battaglia è il Rigoletto, in particolare Bella figlia dell’amore. La réunion e l’imminente compleanno di Giuseppe Verdi, organizzato ogni anno dalla casa di riposo per dare la possibilità agli antichi musicisti di esibirsi – spesso per l’ultima volta – sono i due eventi scatenanti. Il desiderio di tornare a cantare insieme si scontra con i traumi irrisolti di Giulia e il rancore malcelato di Rudi. Il primo atto è interamente dedicato a delineare questo quadro, che verrà poi risolto nel secondo atto. Abbiamo a che fare con un testo piuttosto dialogato la cui messa in scena è basata per intero sulla bravura dei quattro fuoriclasse sul palco. Non mancano gli applausi, le risate, ma nemmeno i colpi sparati a vuoto. Cochi Ponzoni, dopo un primo atto di fuoco, subisce una marginalizzazione. Il personaggio del buontempone dalla volgarità facile che nasconde un animo da vedovo sensibile si ritrova, suo malgrado, ad avere battute talvolta efficaci, talvolta no. Erika Blank, impeccabile nei dialoghi veloci, sembra perdersi e incespicarsi nei momenti di soliloquio. È un vero peccato. Questo crea uno scollamento dal personaggio che, per tanti aspetti, risulta invece molto ben costruito. Paola Quattrini si cuce addosso una Ceci deliziosa. Per due ore la svampita, frivola, emotiva, sessualmente attiva e dal passato a dir poco traumatico Cecilia suscita risate, applausi a scena aperta e momenti di commozione. È con lei che il pubblico empatizza, riconoscendosi nei suoi umori ballerini e nella disperazione affrontata col sorriso. Il suo tormentone su Addis Abeba è sicuramente quello rimasto più impresso. Giuseppe Pambieri, dopo un inizio quasi in sordina, si rivela essere il vero leader del gruppo. Il personaggio di Rudi, che in un primo momento sembra solo un ingessato pseudo-intellettuale, è invece appassionato, sfaccettato e capace di strappare sia risate sia momenti di riflessione. È per lui il primo applauso a scena aperta nella riuscitissima gag della marmellata di cotogne. Tutto Il testo è disseminato di gag, battute sconce e facile ironia sulla vecchiaia. Si ride, questo sì. E il più delle volte si ride anche di gusto; non sempre, purtroppo. Nel secondo atto ci sono due cambi scena che sono sembrati piuttosto lenti. Rimangono poi impressi i favolosi costumi di Teresa Acone. In sostanza, Quartet è una commedia esteticamente gradevole, divertente, leggera ma dal potenziale non del tutto espresso. All’uscita si ha la sensazione di avere visto uno spettacolo più che valido ma dal quale, forse, ci si aspettava qualcosina in più. Ecco la lista della squadra. Bis Tremila e Compagnia Moliere in collaborazione con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2018. Giuseppe Pambieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini e con Erica Blanc. Quartet- di Ronald Harwood, scene Fabiana Di Marco. costumi Teresa Acone. Regia Patrick Rossi Gastaldi.

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