Recensioni Teatro
Tino Caspanello | "Blues"
5 marzo 2019
0

Di Alice Ingegneri

blues2Messina – Nelle fresche sere del 23 e 24 febbraio, ai Magazzini del Sale di Messina si è respirata aria estiva di malinconia. È andato in scena alle 21:00 di quel fine settimana il monologo dal titolo “Blues”, scritto e diretto da Tino Caspanello. Incorniciato dalla geometrica facciata di una casa, il pubblico è stato deliziato per un’ora dal flusso di pensieri del protagonista interpretato magnificamente da Francesco Biolchini. A colpire il pubblico è la plasticità dei movimenti semplici, quotidiani, che vengono messi sulla scena: la sistemazione meticolosa di una bottiglia sul tavolo, la pulizia del pavimento, la scelta se abbottonare o meno “la giacca più bella che ho”. Un flusso di pensieri talmente tanto bene articolato, in maniera così naturale, che il pubblico ha quasi timore di essere realmente presente negli squarci di vita di un uomo abituato a vivere da solo. Da solo, a eccezione delle entrate e uscite dei treni. È persino emozionante, dalla platea, vedere i microscopici movimenti delle pupille di Biolchini muoversi quando dal banco regia parte il rumore di un treno. Ci si dimentica di stare assistendo a uno spettacolo, sembra di essere lì per davvero, di stare passando di lì per caso su un vagone passeggeri. Succede poi che per un guasto un treno si ferma proprio davanti questa casa – a cui presto ci si affeziona dalle sedie della platea – e subito arriva il desiderio di fare una festa. Una festa “come quella che si era fatta nel 1958. Mio padre aveva cantato una canzone alla chitarra e mia mamma aveva offerto l’acqua a tutti”.
La pièce si fa rapidamente pretesto per parlare di uno dei grandi drammi dell’uomo: l’incomunicabilità. Il treno è immobile, non si può scendere fino a che non si arriva a destinazione. Ed è forse un triste insegnamento della vita, ma chi è sulla scena non si arrende facilmente. Cerca di parlare con i passeggeri, gesticola, dice che se hanno sete lui può offrire acqua per tutti. Ma “è difficile parlare così”. Si avvicina alle rotaie, sale su una sedia. Si innamora di una donna. “Le fa ridere come bevo l’acqua? Perché? Ah… è diverso? Ma per me è normale…” Poggia la mano sul vetro del finestrino e una musica di blues si diffonde in sala. Ma ora che gli occhi dell’uomo sono pieni d’amore il treno può ripartire. Il pubblico viene abbandonato con uno straziante distacco, con una mano che segue fino all’ultimo momento quella di una donna immaginaria che non tornerà mai più. Da una curatissima regia improntata al minimalismo, resta ancorata addosso la sensazione di una solitudine eterna.
In scena anche Cinzia Muscolino per i costumi e le scene, “Teatro Pubblico” e “Maneggiare con cura” per la produzione.
Su Blues leggi anche la recensione di Iria Cogliani (cliccando qui). Sul teatro di Tino Caspanello leggi anche questa opinione (e basta sempre cliccare).

 

Vedi anche:

Silvina Alfie & Mache Figini | Ellas En Mi

Di Alice Ingegneri Messina – Nelle fresche s...

continua

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro | Miseria e nobiltà

Di Alice Ingegneri Messina – Nelle fresche s...

continua

Teatro dei 3 mestieri | Io, Sarah

Di Alice Ingegneri Messina – Nelle fresche s...

continua

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *